«Kultural»

di Nicoletta Prestifilippo

Negare la sola idea del viaggio, talvolta, è avere timore di vagare lungo i propri confini.
Tra le terre desolate delle solitudini più tenaci, le distanze più ostili, i declivi acerbi, come la maturità che si presuppone giunga in soccorso di un essere umano a un certo punto, e che a volte si rivela una fatica, una conquista presa per il verso opposto, troppo piccola per essere davvero rilevante.
Chi teme il viaggio, specie se in solitaria, ha una confidenza superficiale col borbottare della mente, poiché capita che quella non sappia spegnersi e si ostini a cercare un confronto, una traiettoria, la soluzione ad almeno uno tra i numerosi quesiti che trova disseminati lungo la vita come in un sentiero impervio. Saper sostare al centro di sé, pure coi tormenti in agguato, e le incertezze, consente di avere uno sguardo limpido e più diretto col mondo circostante.

Continua a leggere qui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *